Quando nacque, quasi ventisei anni fa, e lo presi per la prima volta in braccio il suo volto si trasformò, per un istante, in quello di mio padre. Allora fui certo che la "linea di sangue" era completa e che quel bambino era il completamento della mia vita e la prosecuzione della vita di mio padre che avevo perso tanti, troppi anni prima.
Oggi quel bimbo è un uomo impegnato in un'attività intellettualmente molto elevata: è stato assegnista di ricerca presso il Politecnico di Milano ed ora ha vinto ben due concorsi per l'ammissione alla Scuola di Dottorato dello stesso Politecnico. E' per me una grande, grandissima gioia e soddisfazione.
Spesso, chiudo gli occhi e ne rivedo il progredire nella vita. I primi incerti passi, il primo esame superato per l'ammissione alla seconda elementare, l'esame della terza media, il diploma con una discussione di una tesina sulla Teoria della Relatività, la Laurea, la Laurea Magistrale. Ma anche i suoi successi sportivi: vincitore dei cento metri piani ai giochi comunali della gioventù in seconda media, la militanza attiva in squadre di pallacanestro vincendo tutto quanto c'era da vincere per un ragazzo fino ai sedici anni ed altro ancora.
Cosa può fare un padre se non dire grazie a Dio per questo figlio?
venerdì 30 novembre 2007
lunedì 19 novembre 2007
Il Patrono della mia città

SAN MICHELE ARCANGELO
La sua statua viene portata in processione per le vie
del centro il giorno 29 settembre. Il popolo partecipa
pregando. A brevi intervalli una voce grida:
"E gridamu tutti: Evviva San Micheli Arcangilu"
ed il popolo risponde:
"Evviva San Micheli Arcangilu"
Invito chi legge a venire a Caltanissetta per assistere
a questa processione ed ai riti della Settimana Santa.
IL MIO DONO
Ho preso
martello e chiodi
per inchiodare
alla mia anima
il mio amore.
Sono andato
dal falegname
per farlo piallare.
Era ruvido e
l'ha lisciato.
Sono andato
dal fabbro ferraio
per farlo temprare.
L'ha ricoperto d'acciaio.
Sono andato
a comprare
zolle di zucchero.
Non è più amaro.
Ora vengo da te
per fartene dono.
Ho preso
martello e chiodi
per inchiodare
alla mia anima
il mio amore.
Sono andato
dal falegname
per farlo piallare.
Era ruvido e
l'ha lisciato.
Sono andato
dal fabbro ferraio
per farlo temprare.
L'ha ricoperto d'acciaio.
Sono andato
a comprare
zolle di zucchero.
Non è più amaro.
Ora vengo da te
per fartene dono.
CERTEZZE
Esplorai lo spazio infinito
cercai la mia stella lucente
spiccai volo fantastico
fluttuai in azzurro gas
discesi su arida terra lunare
piansi felici momenti inesistenti...
ora
bacio le tue labbra
ora
carezzo il tuo volto
ora
gusto la tua voce
ora
esploro il tuo spazio finito
ora
trovo in te, stella lucente,
il mio aeroporto felice
ora
stringo le tue fra le mie mani
ora
serro le palpebre
e so riaprendole che troverò
il tuo sorriso.
Esplorai lo spazio infinito
cercai la mia stella lucente
spiccai volo fantastico
fluttuai in azzurro gas
discesi su arida terra lunare
piansi felici momenti inesistenti...
ora
bacio le tue labbra
ora
carezzo il tuo volto
ora
gusto la tua voce
ora
esploro il tuo spazio finito
ora
trovo in te, stella lucente,
il mio aeroporto felice
ora
stringo le tue fra le mie mani
ora
serro le palpebre
e so riaprendole che troverò
il tuo sorriso.
giovedì 1 novembre 2007
ASPETTARE...
Aspettare..
Aspettare per vivere...
Aspettare per non morire...
Bussa alla porta
quell'uomo,
le spalle ricurve
al peso del sacco,
sul berretto
le trombe.
Il cuore sussulta
s'impenna
galoppa,
lo stomaco vuoto
grida vendetta
e stringe se stesso
in abbraccio pietoso.
La mano tremante
afferra la busta.
Aspettare ad aprire...
Qual gioia sensuale
la dolce grafia!
Aspettare ad aprire...
Qual vento robusto
sospinge i pensieri.
Occasione suprema
per vivere o morire.
Non sole splendente,
non luna argentata,
non stelle lucenti,
ma poche parole tremende...
Aspettare..
Aspettare per vivere...
Aspettare per non morire...
Bussa alla porta
quell'uomo,
le spalle ricurve
al peso del sacco,
sul berretto
le trombe.
Il cuore sussulta
s'impenna
galoppa,
lo stomaco vuoto
grida vendetta
e stringe se stesso
in abbraccio pietoso.
La mano tremante
afferra la busta.
Aspettare ad aprire...
Qual gioia sensuale
la dolce grafia!
Aspettare ad aprire...
Qual vento robusto
sospinge i pensieri.
Occasione suprema
per vivere o morire.
Non sole splendente,
non luna argentata,
non stelle lucenti,
ma poche parole tremende...
ULTIMO SOGNO
Estasiante beltà
degli occhi tuoi
turgidezza rosata
delle tue labbra
incontenibile
desiderio di te!
Amarti è
ardente speranza!
Speranza di vita!
Albe uggiose
d'inverno
non tornate!
Estate inenarrabile
tra le tue braccia!
Calore solare
dei tuoi baci
impudichi,
squassanti il petto
e le fibre profonde
del mio corpo selvaggio!
Farfuglia
parole d'amore
il mare lontano
sospinto
dal vento
del deserto africano.
Potenza d'amore,
cos'era ieri
la mia vita
senza di te?!
Estasiante beltà
degli occhi tuoi
turgidezza rosata
delle tue labbra
incontenibile
desiderio di te!
Amarti è
ardente speranza!
Speranza di vita!
Albe uggiose
d'inverno
non tornate!
Estate inenarrabile
tra le tue braccia!
Calore solare
dei tuoi baci
impudichi,
squassanti il petto
e le fibre profonde
del mio corpo selvaggio!
Farfuglia
parole d'amore
il mare lontano
sospinto
dal vento
del deserto africano.
Potenza d'amore,
cos'era ieri
la mia vita
senza di te?!
A MIO PADRE
Quando
in quell'alba scura
la falce cieca
tagliò il tuo filo
non capivo.
Allora corsi,
pregai,
bestemmiai.
Poi giovane virgulto
mi dimenticai.
Uomo fatto
stasera
in questo imbrunire
ti rivedo
dietro al banco
dove le tue forbici lustre
correvan tagliando
le stoffe.
E sulle labbra
mi rimase salso
quando ti baciai
l'ispida guancia!
Quando
in quell'alba scura
la falce cieca
tagliò il tuo filo
non capivo.
Allora corsi,
pregai,
bestemmiai.
Poi giovane virgulto
mi dimenticai.
Uomo fatto
stasera
in questo imbrunire
ti rivedo
dietro al banco
dove le tue forbici lustre
correvan tagliando
le stoffe.
E sulle labbra
mi rimase salso
quando ti baciai
l'ispida guancia!
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